Lo scorso 25 aprile 2026 — esattamente cento anni dopo la prima assoluta di Turandot di Giacomo Puccini al Teatro alla Scala di Milano (25 aprile 1926) — il Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca ha celebrato il centenario dell’ultima opera del compositore con una nuova produzione del capolavoro. Nei panni della crudele principessa cinese: il soprano ucraino Oksana Dyka, una delle voci più applaudite del repertorio drammatico mondiale, che da anni ha scelto l’Italia come sua casa.
«Finalmente sono a casa, il mio sogno si realizza», ha dichiarato Dyka in occasione della presentazione del cast, riferendosi al suo debutto sul palcoscenico lucchese. La soprano vive infatti da tempo nel comune di Pescaglia, in provincia di Lucca, a pochi chilometri dai luoghi pucciniani — Torre del Lago, dove il compositore visse e oggi riposa, è praticamente dietro l’angolo. Una scelta personale che ha trasformato l’artista ucraina in una vera “lucchese d’adozione”.

Il Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca, sede della Turandot del Centenario il 25 aprile 2026. Foto: Keith Ruffles / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)
Da Zhytomyr al mondo
Nata a Zhytomyr nel 1978, Oksana Dyka si è diplomata al Conservatorio di Kyiv nel 2004 ed è stata solista all’Opera Nazionale dell’Ucraina dal 2003 al 2007. Nel gennaio 2005, ancora studentessa, ha cantato al concerto di insediamento del Presidente Viktor Yushchenko. Pochi mesi dopo, la vittoria al Concorso Internazionale di Marsiglia le ha aperto le porte dei più grandi palcoscenici del mondo.
Il suo legame con l’Italia è cominciato presto. Nel 2008 ha debuttato come Tosca al Teatro dell’Opera di Roma, in un allestimento firmato da Franco Zeffirelli. Da allora è diventata una presenza ricorrente nei principali teatri italiani:
- Teatro alla Scala di Milano — Aida, Pagliacci, Tosca, Un ballo in maschera
- Arena di Verona — Tosca, Madama Butterfly, e soprattutto Turandot, ruolo che ha cantato più volte nell’allestimento storico di Zeffirelli
- Teatro San Carlo di Napoli — Andrea Chénier, Un ballo in maschera (autunno 2025)
- Teatro Comunale di Bologna, Teatro Regio di Torino, Teatro Carlo Felice di Genova
La sua specialità è il grande repertorio drammatico italiano e francese: Puccini, Verdi e Massenet. La critica la descrive come una voce dal timbro luminoso e acciaiato, capace di dominare le orchestrazioni più imponenti senza perdere precisione e bellezza del fraseggio.
La Turandot del Centenario
Il progetto del Teatro del Giglio non era un’iniziativa qualsiasi: il 25 aprile 1926, alla Scala, Arturo Toscanini dirigeva la prima mondiale di Turandot, l’opera che Puccini non riuscì a completare (la partitura si interrompe alla morte di Liù; il finale fu poi completato da Franco Alfano). Cento anni dopo, la città natale del compositore ha voluto onorare quella data con un allestimento speciale — anche questo presentato, come fece Toscanini nella prima storica, senza il finale di Alfano, fermandosi al punto in cui la matita di Puccini si era fermata.
Accanto a Dyka, il cast vedeva il tenore Roberto Aronica nel ruolo di Calaf, il soprano lucchese Maria Novella Malfatti come Liù, e il basso George Andguladze come Timur.
Una voce ucraina che parla italiano
Oksana Dyka non è l’unica voce ucraina dell’opera italiana di oggi. Sui palcoscenici della Penisola si esibiscono regolarmente anche colleghi e colleghe come la soprano Liudmyla Monastyrska, il basso Vitaliy Kovaliov, la soprano Olga Kulchynska, e la direttrice d’orchestra Oksana Lyniv, che dal gennaio 2022 fino all’autunno 2025 è stata Direttrice Musicale del Teatro Comunale di Bologna — prima donna nella storia a guidare una fondazione lirica italiana.
In un momento storico difficile per il proprio Paese, queste artiste e questi artisti rappresentano una diplomazia culturale silenziosa ma potentissima: portano la formazione vocale e strumentale della scuola ucraina sui più importanti palcoscenici del mondo, e raccontano un Paese che — pur sotto attacco — continua a contribuire alla cultura europea con voci di prima grandezza.
Dove ascoltare Oksana Dyka
Per chi desidera ascoltare dal vivo Oksana Dyka, le occasioni in Italia non mancano. Il soprano è una presenza fissa nei cartelloni della Fondazione Arena di Verona, sia nella stagione invernale al Teatro Filarmonico sia nel grande festival estivo all’Anfiteatro. Le sue date e le sue future apparizioni vengono pubblicate sui siti dei teatri (arena.it, teatrosancarlo.it, teatrodelgiglio.it) e sui principali portali di biglietteria ufficiale come Vivaticket e TicketOne.
Un consiglio per il pubblico ucraino: prima di acquistare i biglietti, è sempre meglio verificare i canali ufficiali di vendita del teatro che ospita la produzione. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i rivenditori non autorizzati che applicano sovrapprezzi importanti — i biglietti acquistati su siti non ufficiali possono essere annullati all’ingresso.