I media italiani si concentrano prevalentemente sulle questioni interne: scrivono sull’Ucraina per lo più riferendosi agli interessi italiani, o riportano solamente le notizie più scottanti. Inoltre, i media italiani inviano i loro corrispondenti in Ucraina relativamente di rado, e spesso i giornalisti mancano di informazioni aggiornate su ciò che accade in Ucraina.
È questa la conclusione raggiunta dal Centro per la Ricerca e l’Analisi della Comunicazione del Lviv Media Forum (LMF) “Networks”, sulla base dei risultati della loro ricerca, svolta da dicembre 2022 a marzo 2023. Questa ricerca è stata condotta per capire come nascono le narrative pro-russe, come queste penetrano nei media occidentali (italiani compresi) e come incidono sul contesto mondiale.
“Ma la cosa più importante è ciò che i cittadini e le strutture statali possono fare per ridurre queste narrazioni”, hanno sottolineato i ricercatori.

Secondo l’LMF, in Italia i rappresentanti delle imprese che hanno perso entrate a causa di sanzioni anti-russe chiedono “la pace a tutti i costi”. I media fanno eco anche alla retorica filo-russa dei politici che stanno cercando di “riconciliare” l’Ucraina con la Russia, offrendo i termini di una tale pace. I ricercatori notano che in alcuni casi l’annessione della Crimea e di alcune regioni dell’Ucraina da parte della Russia è presentata dai media italiani come un atto di “autodeterminazione”, confrontando le regioni con l’Alto Adige.
“La comunità imprenditoriale italiana si stava lentamente rendendo conto che il mondo non sarebbe tornato allo stato prebellico. E ha spinto a essere meno filo-ucraini, come i tedeschi, per non “umiliare la Russia” e per “tornare a relazionarsi con la Russia”, afferma l’LMF.
Come esempio di pubblicazioni influenzate dalle narrazioni russe, i ricercatori citano un articolo di una delle principali testate italiane, l’ANSA. “L’ANSA presenta senza equilibrio una notizia dell’agenzia di stampa russa TASS con accuse verso Ucraina per il ferimento di un giornalista italiano”, notano gli esperti di media.

Allo stesso tempo, i ricercatori suggeriscono dei modi per migliorare la situazione:
- Interazione con la comunità esperta: per verificare meglio le informazioni, ampliare le tematiche e aggiungere analisi alla copertura degli argomenti ucraini.
- Interazione con i funzionari ucraini: per un accesso più rapido e semplice a informazioni e commenti, a una verifica dei fatti, comprese le accuse dei media russi.
- Cooperazione tra media: per stabilire connessioni, condividere esperienze e aiutare a comprendere le specificità ucraine.
- Sensibilizzazione sull’Ucraina: abbattere le idee false formate dalla propaganda russa.
- Consapevolezza delle narrazioni della propaganda russa: sviluppare meccanismi di tracciamento, analisi e contrasto.
Aggiungiamo che la ricerca ha incluso media non solo in Italia, ma anche in Germania, Ungheria, Lettonia e Francia. “Insieme ad esperti locali, abbiamo intervistato 17 redazioni e 6 specialisti dei media provenienti da Germania, Italia, Ungheria, Lettonia e Francia”, hanno spiegato dall’LMF.
È positivo che gli esperti non solo abbiano affermato la situazione con le narrazioni della propaganda russa, ma abbiano anche proposto specifiche contromisure:
• Cosa possono fare le autorità e i media dei paesi europei.
• Cosa può offrire l’Ucraina.
• Su cosa lavorare in Ucraina.
Potete familiarizzare completamente con lo studio a questo link.
Slava Ukrayini!