(In copertina: “I cosacchi di Zaporizhzhya scrivono una lettera al sultano Mehmed IV di Turchia”, 1880-1891; in alto verso sinistra si possono chiaramente notare due bandiere arrotolate, una giallo-blu (quella ucraina) e una rosso-nera (la bandiera ucraina in tempi di guerra))
La storia ucraina viene molto spesso sorvolata quando si parla di storia europea o mondiale. Spesso viene associata o direttamente soppiantata da quella russa. In questo articolo faremo un quadro della storia ucraina, in modo da saperci orientare, e così vi potrete vantare di sapere meglio di tutti la storia dell’Ucraina!
Le origini
La presenza della specie homo sapiens in Ucraina risale al 32.000 a.C., come emerge dai ritrovamenti del Paleolitico nei Monti della Crimea.
Ma è a partire dal 5300 a.C. che la cultura di Trypillya (nota anche col nome romeno di Cucuteni) iniziò a stanziarsi nelle steppe della regione del Dnipro-Dnister dell’attuale Ucraina, Moldavia e Romania. I Trypiliani costruirono le più grandi città in Europa per quell’epoca, ognuna di esse con 10.000 o 15.000 persone. La loro cultura tramontò nel 2600 a.C. circa, con l’inizio l’età del bronzo.

La cultura di Yamna, la “cultura della tomba a fossa”, (dall’ucraino yama, “fossa”) fiorì nel periodo tardo dell’età del rame/inizio dell’età del bronzo nella steppa pontica (i fiumi Buh/Dnister/Ural) in un periodo che va dal 3500 al 2200 a.C. La cultura fu prevalentemente nomade, con l’agricoltura praticata in qualche zona vicino ai fiumi e in alcune fortezze di collina.

L’antichità e l’inizio del Medioevo
Successivamente, dall’XI al VII secolo a.C. il territorio fu abitato dai Cimmeri (il primo popolo dell’Europa dell’Est ad essere menzionato nell’Iliade!), una popolazione di ceppo iranico su cui si sa molto poco, fino a quando non fu sostituita dai nomadi Sciti, anch’essi popolo iranico che visse nella regione per molti secoli, organizzandosi nel Regno di Scizia e lasciando importanti testimonianze archeologiche, come i loro famosi corredi di gioielli d’oro. Molto di quello che si sa sugli Sciti proviene da fonti greche e successivamente romane.
A partire dal II secolo a.C. gli Sciti subirono la pressione di altre stirpi di nomadi iranici, chiamate collettivamente Sarmati, in particolare degli Iazigi e dei Roxolani.
Contemporaneamente, a partire dal VI secolo a.C., le coste del Mar Nero ospitarono colonie greche di Mileto, fra cui Olbia (anche detta Boristene) e Tyras (l’odierna Bilhorod-Dnistrovs’kyy). Dal I secolo d.C. Tyras godette della protezione dell’Impero Romano, mentre le coste del Mar d’Azov entrarono a far parte dell’ellenistico Regno del Ponto nel 281 a.C., lo stesso regno contro cui Giulio Cesare combatté e per l’occasione pronunciò la celeberrima frase “veni, vidi, vici”.
Intorno al 230 d.C. le steppe dell’Europa meridionale furono invase dal popolo germanico dei Goti, che rimase nell’area fino a quando ne fu espulso dagli Unni intorno al 370. Questi governarono la regione per circa un secolo. Dopo il 550 i gruppi nomadi degli Avari, spinti dai Göktürk in Asia, arrivarono in Europa, stanziandosi nelle steppe dell’Ucraina settentrionale per un secolo prima di avanzare in più a ovest, anche se la loro sfera di influenza permase fino alla fine del VIl secolo in Ucraina occidentale.
Ma tutti quelli che rimasero di questi popoli si mescolarono successivamente agli Slavi, che arrivarono in Europa in un periodo stimato tra il V e VI secolo. Provenivano con molta probabilità dalla regione degli Urali, e pare che una di queste tribù, quella degli Anti, si stabilizzò nel territorio ucraino.
Ciao, Rus’!
La prima forma di governo organizzata, efficiente, potente e duratura sul territorio ucraino di cui abbiamo molte informazioni è la Rus’ (che non è sinonimo di Russia!). Durò dal IX al XIII secolo, e si spandeva dal Mar Nero al Mar Baltico. Nell’882, il principe Oleh uccise Askold e Dir, i due governanti di Kyiv, per fare di Kyiv la “madre di tutte le città rusiane” (non russe! in fondo, se fossero state russe, allora perché oggi Kyiv non è la capitale della Russia?) e proteggersi dall’attacco delle tribù scandinave (i Variaghi). Quindi salirono al potere i discendenti della semileggendaria dinastia Rurіk, i cui nomi avreste potuto sentire qualche volta: Ihor, Ol’ha, Svyatoslav, Volodymyr il Grande, Yaroslav il Saggio.
Il principato della Rus’ era una potenza ricca e influente e aveva contatti con tutta l’Europa, tanto che combinava matrimoni con le altre potenze: per esempio Anna, figlia di Yaroslav, divenne regina di Francia. Nel 988 la Rus’ adottò il cristianesimo di Costantinopoli.

Svyatoslav ebbe tre figli, e questi ebbero ancora più discendenti, tanto che ad ogni generazione che passava si trovava sempre più difficoltà a dividersi il potere tra di loro. Il tutto finì con delle guerre intestine: le terre di Kyiv furono divise in piccoli pezzi e le tribù mongolo-tartare alla fine le distrussero. L’Ucraina passò in possesso della Confederazione polacco-lituana, del Granducato di Mosca e del Khanato di Khazaria.
Il cosaccato
Per i successivi 300 anni, l’Ucraina della riva est del Dnipro fu sotto l’influenza di Mosca e l’Ucraina della riva ovest fu sotto l’influenza della Polonia e della Lituania. A seguito della rivolta di Khmelnytskyy del 1648-1657, parte dell’Ucraina ottenne l’indipendenza nell’Etmanato cosacco, il primo vero stato di impronta nazionale ucraina. Bohdan Khmelnytskyy fondò l’Esercito di Zaporizhzhya e cercò con tutte le sue forze di mantenere lo stato acquisito, cosa non facile, dato che i cosacchi erano circondati da tre vicini aggressivi che non riconoscevano loro il diritto all’indipendenza.

Poiché l’Ucraina era divisa tra tre diversi stati, gli stessi ucraini non sostenevano pienamente l’idea di una rinascita nazionale; non riuscirono a trovare una lingua ufficiale e nel 1678 l’Ucraina fu divisa (di nuovo) lungo il fiume Dnipro. Ma gli anni rivoluzionari non passarono senza lasciare traccia: gli etmani abolirono la servitù, costruirono chiese, introdussero la democrazia e donarono ai contadini terre che prima appartenevano ai borghesi polacchi.

La Repubblica Popolare Ucraina
Nel 1917, dopo la Rivoluzione di febbraio, durante la quale fu rovesciata la monarchia russa, le terre etnicamente ucraine ottennero l’autonomia dall’Impero russo nella Repubblica Popolare Ucraina, il secondo vero stato ucraino.
Dopodiché i bolscevichi arrivarono in Ucraina, tantando di convertire all’ideologia comunista gli ucraini, i quali cercarono di respingerli.
Negli anni ’20, l’Ucraina aveva tutte le possibilità di preservare la propria indipendenza ed evitare il pesante coinvolgimento dell’Unione Sovietica. Questa volta il ruolo di catalizzatore fu svolto dai tedeschi. Infatti, proprio in quel periodo, i tedeschi entrarono nel territorio della Repubblica Popolare Ucraina (la prima guerra mondiale era appena iniziata), e i bolscevichi tornarono temporaneamente in Russia.
In questo clima turbolento, per proteggersi nella guerra, l’Ucraina, che all’epoca non disponeva di un esercito forte per proteggersi, assunse una posizione neutrale. Il Consiglio centrale (Tsentral’na Rada) firmò un accordo pacifico con i tedeschi e gli austro-ungarici, secondo il quale si impegnava a fornire cibo ai soldati tedeschi.
Per questo motivo i paesi della Triplice intesa si rifiutarono di riconoscere l’indipendenza dell’Ucraina, e i monarchici “bianchi” di Inghilterra e Francia si misero in testa il sogno di ricostruire l’Impero russo con l’Ucraina come parte di esso. I paesi che riconobbero la Repubblica Popolare Ucraina (Impero austro-ungarico, Germania, Danimarca, Vaticano, Svezia, Italia) avevano perso la guerra o non avevano avuto alcuna influenza nell’arena politica.

Alla fine della prima guerra mondiale ebbe inizio il vero caos. I bolscevichi tornarono nel territorio ucraino, dove si opposero ai nazionalisti e ai monarchici.
Dopo il colpo di stato del 1918, Mykhaylo Hrushevskyy fu rimosso dalla carica di presidente del Consiglio Centrale e l’etmano Pavlo Skoropadskyy salì al potere. Ma il governo era troppo debole per resistere e il Consiglio Centrale non aveva il sostegno né della popolazione né dei partiti per cedere pacificamente il suo potere. Era composto da attivisti, ognuno dei quali aveva la propria visione per il futuro dell’Ucraina.
A causa dell’accordo dell’Ucraina con la Germania, i contadini dovettero cedere ai tedeschi grandi scorte di grano, zucchero e altri prodotti, il che aumentò i sentimenti sediziosi. Aggiungete a questo gli slogan populisti dei bolscevichi e avrete il crollo dell’etmanato.
L’incubo sovietico
Subito dopo la prima guerra mondiale, l’Ucraina (eccetto un piccola regione a occidente, che fu annessa all’Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale) cadde per l’ennesima volta nelle grinfie della Russia, che questa volta si nascondeva dietro un nome diverso, una bandiera diversa e un’ideale nuovo. Fu così che la Repubblica Popolare Ucraina divenne la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, mero pezzetto del grande e potente (e utopico) impero, ora riunificato e espanso, per la gioia dei comunisti russi.
Non starò qui a raccontarvi il ruolo dell’URSS nella seconda guerra mondiale, né di tutti i supremi leader né delle crisi economiche, perché ora inizia la parte della storia ucraina più nota a tutti, quella che avete tediosamente studiato sui libri a scuola, nei quali l’esistenza dell’Ucraina viene lì menzionata per la prima volta. Mi limiterò a ricordare (perché non se ne può fare un riassunto) l’oppressione, la sostituzione della lingua, la distruzione dell’identità nazionale, l’ateismo forzato, la povertà, le persecuzioni, le purghe etniche, le deportazioni e i genocidi – impossibile non citare quello massivo dell’Holodomor nel 1932-1933 e quello dei Tartari di Crimea nel 1944 – che il popolo ucraino dovette fronteggiare. Ma dopo tutto questo siamo ancora qui.
Il periodo sovietico è stato probabilmente la macchia più indelebile e dannosa per l’Ucraina, al contrario di come si pensa nell’Occidente, ma ai miti più comuni sull’Unione Sovietica ci penseremo un’altra volta a spiegarli.
Riprendiamo il libro di storia dalla perestrojka.
30 anni fa
Alla fine degli anni ’80 iniziarono le proteste nei paesi del blocco europeo orientale, che si trovava sotto l’influenza sovietica. Nel 1990, la Cecoslovacchia e la Romania e poi la Lituania, la Georgia, l’Estonia, la Lettonia, la Moldavia e l’Armenia lasciarono l’Unione Sovietica. L’economia dell’URSS stava crollando, le persone erano stanche dei constanti deficit di viveri, la perestrojka (perebudova in ucraino) non era stata all’altezza delle aspettative. Era chiaro che l’ideologia sovietica aveva finito il suo carburante.
L’Ucraina iniziò il processo di uscita dall’Unione Sovietica il 16 luglio 1990, con la Dichiarazione di sovranità dell’Ucraina (sì, quella stessa che la Russia ha infranto nel 2022!). Dopo il fallimento del putsch di agosto, un colpo di stato che ha visto Gorbachev rinunciare al potere, l’Ucraina ha dichiarato l’indipendenza. Così si formò il terzo stato ucraino, quello dell’Ucraina indipendente dal 1991. E cosa successe dopo, gli ucraini lo sanno già molto bene.

Ma a quanto pare il resto del mondo no, altrimenti questo sito non esisterebbe, quindi continuiamo.
Fino ad oggi
Nella rinata ma straziata Ucraina ci fu un’ondata di inflazione che, aggiuntasi alla precedente povertà, non fece altro che peggiorare questa. Questo portò a massicce migrazioni di Ucraini in Europa e America.
Intanto i russi cercavano di ristabilire qualsiasi tipo di controllo sull’Ucraina, inviando politici fantocci affinché promuovessero un piano politico filorusso. Uno di questi però ebbe successo, o quasi: nel 2004 Victor Yanukovych imbrogliò alle elezioni e proprio per questo ebbe luogo da parte della popolazione la Rivoluzione arancione, che lo tenne alla larga dal titolo di presidente. Almeno per un po’.
L’Ucraina continua ad avvicinarsi per ideali e politica all’Unione Europea. Ma nel 2010 Yanukovych torna in scena e questa volta viene addirittura eletto democraticamente presidente. La goccia che fa traboccare il vaso, però, è quando il nuovo governo decide, verso la fine del 2013, di sospendere le trattative per la conclusione di un accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Unione Europea, allontanando così l’Ucraina dall’Unione Europea e avvicinandola alla Russia.
Da qui scaturiscono proteste e manifestazioni concentrate a Kyiv, nella Piazza dell’Indipendenza (Maydan Nezalezhnosti), che sfociano nella sanguinosa rivoluzione ucraina del 2014.

Alla fine Yanukovych scappa senza preavviso dal paese, lasciandolo senza nessuno a capo del governo. Ed è in quel momento, in cui l’Ucraina è fragile, che la Russia invade e immediatamente annette la Crimea con un falso referendum, e attacca la regione del Donbass. L’Ucraina cerca di difendersi, ma il processo risulta complicato quando sia l’Unione Europea sia gli Stati Uniti non sono disposti ad aiutare.
Ed è così che la Russia è passata alla fase successiva, e ora cerca di ricostruire l’URSS, l’Impero russo o qualsiasi cosa sia questo perverso sogno colonialista attraverso una guerra su vasta scala, di proporzioni che l’Ucraina, in tutta questa storia che abbiamo narrato, non ha ancora mai affrontato.
Ma così come l’Ucraina è rinata più volte, possiamo stare certi che rinascerà un’altra volta; lo sta già facendo. E forse, chissà se questo sarà l’incipit di un quarto stato ucraino.
Slava Ukrayini!